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UNA COSA NUOVA NASCE GIÀ

UNA COSA NUOVA NASCE GIÀ

"Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra" (Sal 103,30)

Campo-Missione RDC 2017

Secondo la parabola raccontata da Gesù (Mt 25,31-46) essere discepoli di Gesù vuol dire dare la preferenza e consacrare la propria vita ai diseredati, agli umili, ai miseri, agli emarginati. «Il re risponderà: l’avete fatto a me» (Mt 25,40). Gesù è un Re di misericordia e di amore. Gli uomini riconosceranno in noi il Cristo se noi, suoi discepoli, l’avremo riconosciuto, amato e servito in ogni uomo, ricco o povero. L’opera di misericordia che condensa tutto è «evangelizzare i poveri».

Non c’è ideale più bello, non c’è modo più prezioso d’impiegare il tempo e le energie di questo: lavorare per il Regno di Dio e costruire la civiltà dell’amore con Maria, la Madre di Gesù. La fede non deve rimanere nascosta e segreta. La si deve praticare alla luce del giorno. Chi nasconde la sua fede corre il rischio di perderla.

L’ultimo comando di Gesù, prima di salire al cielo, suona così: «Annunciate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16,15). Gesù lo rivolge a tutti i suoi discepoli; anche a te che sei battezzato nel suo nome. «Tutta la Chiesa è chiamata ad evangelizzare» (Evangelii Nuntiandi). Ognuno di noi è responsabile di rendere il mondo migliore di come l’ha trovato. Non c’è che la forza del Vangelo che possa lievitarlo e trasformarlo. La Parola di Gesù è creatrice: realizza ciò che dice. Questa Parola che illumina e consola deve arrivare a tutti i fratelli, «fino agli estremi confini della terra» (At 1,8). Così tutte le nazioni daranno gloria al Signore.

 
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